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TRACCIAMI mare, impronte e contaminazioni umane

TRACCIAMI mostra d’arte contemporanea, sbarca finalmente a Procida dove si veste di rosa ma anche di tutte le infinite sfumature del mare.

Il mare, da sempre simbolo di vita e creazione, diventa tema centrale per questa seconda edizione della manifestazione che vede la partecipazione di Jessica Pintaldi, come curatrice e visual artist, Leonardo Cuccoli fotografo e designer e come ospite speciale Gilda Pantuliano, un’artista da sempre attiva per la salvaguardia del nostro mare.

In collaborazione con il gruppo culturale “Amato libro” il 4 Settembre alle 19.00, si condurranno ulteriori riflessioni sulla salvaguardia dell’ambiente attraverso poesie d’autore e letture selezionate, per poi concludere con una proiezione e una live performance. Il tutto presso la Sala Consiliare del Comune di Procida.

 

Dal 05 all’11 settembre la mostra verrà poi ospitata nello spazio espositivo dell’associazione culturale Sinergia d’Arte in via Vittorio Emanuele 252 a Procida.

In un mondo dove, il vero senso di comunanza necessita di essere realmente riscoperto per fronteggiare problematiche ambientali, sociali e culturali. TRACCIAMI si pone trasversalmente come occasione di riflessione ed esperienza collettiva. 

Gli artisti presenteranno una serie di opere che evocano la connessione tra uomo e natura attraverso la traccia e l’impronta, in un costante dialogo con il mare.

 

Una nuova serie di grandi tele, arazzi marini, scendono dal soffitto: “Breaching” è la nuova serie di dipinti astratti di Jessica Pintaldi. Le balene e il loro movimento liberatorio verso l’alto, sono spunto per pennellate energiche, spruzzi e dripping. L’artista interpreta con il suo espressionismo astratto, la spinta e la forza vitale di questi grandi cetacei, che da recenti studi risulta essere una tra le soluzioni più efficaci per risolvere le eccessive quantità di CO2 sul pianeta.

L’ecosistema delle balene, potrebbe da solo, essere in grado di assorbire il 40% dell’anidride carbonica prodotta nel mondo, per un totale di 37 miliardi di tonnellate.

 

Il costante dialogo con la natura è da sempre centrale nelle opere e nelle performance dell’artista, che presenta in questa occasione anche “Tracciami” Performance di teatro corporale girata ai Faraglioni di Procida.

La forma umana affiora solo parzialmente sviluppando composizioni astratte che richiamano la natura e con la natura sono in profonda e continua osmosi.

Un percorso sviluppato nel periodo del lockdown, esplorando i binomi Privazione / Evasione,  Identità / Contaminazione.

La figura umana perde quasi del tutto i suoi tratti distintivi, per farsi scultura in movimento, in simbiosi con la natura, sua continua, inesauribile musa.

 

Il rapporto con il corpo che diventa forma plastica e astrazione, viene esplorato anche attraverso l’installazione fotografica del fotografo e designer Leonardo Cuccoli.

 

L’artista delinea, con una serie di scatti estremamente evocativi, la connessione inscindibile tra il tatto e le nostre identità più celate e intime. Le linee della mano si perdono in un intreccio di geometrie armoniose e composizioni che sfociano nell’astrazione dell’impronta. Il “black&Black”, accentua enormemente la scelta compositiva, narrando allo stesso tempo una  storia non del tutto svelata, oltre il reale.

Stiamo osservando una mano o la trama di una roccia? La natura rivela lentamente i suoi enigmi attraverso un’installazione del tutto immersiva. 

Lo spettatore è chiamato a camminare tra gli scatti e quindi a immergersi nel chiaroscuro di pieni e di vuoti che traccia la rotta attraverso lo spazio espositivo.

Un Invito a un’osservazione più attenta di ciò che ci circonda quindi, e allo stesso tempo una necessità di dipartita dalla narrazione didascalica del dettaglio.

 

Gilda Pantuliano intende l’arte come rappresentazione della bellezza, reale e immaginata, ma anche come strumento di denuncia di ciò che calpesta e danneggia la fragilità della natura. E’ presente in mostra con Pareidolia #3,  Sea fetish parte della sua ricerca “Le orme sull’acqua”, una serie di collage digitali realizzati con fotografie alle reti da pesca. L’intento è di denunciare l’inquinamento che causano quando abbandonate in mare, e il conseguente nefasto fenomeno della pesca fantasma. 

Il gioco di parole del titolo nasce dal desiderio di far scendere a zero l’impatto ecologico delle attività produttive dell’uomo.

In Pareidolia #3,  Sea fetish Il mare grida,  l’artista ascolta. Soffre.

In questa opera i fili delle reti emergono dal fondo per creare un feticcio, un oggetto inanimato dalle sembianze antropomorfe sormontato da una corona di ossi di seppia. L’artista gli attribuisce un potere spirituale di protezione inverso: il feticcio non deve proteggere l’uomo dalle insidie del mare,  bensì il mare e le sue creature da tutte le offese perpetrate dagli uomini.

Data

04 - 11 Set 2022
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Categoria
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